giovedì 11 agosto 2011

Perchè guardiamo le stelle?

Perchè guardiamo le stelle?
Cosa spinge dentro di noi ad alzare lo sguardo, a fissare quello schermo antico e immobile, così permaloso da nascondersi alle prime luci, così lontano da sembrare un telo steso lassù, ad una distanza incolmabile?
Le stelle, a ben guardare, mettono in discussione i nostri punti fermi: la terra sulla quale poggiamo i piedi galleggia nello spazio; sopra e sotto diventano concetti senza senso; prende vita la possibilità che oltre un certo punto non vi sia il vuoto, come siamo abituati, ma il nulla.
Le stelle però rimandano anche alla nostra piccolezza, al nostro essere un puntino minuscolo nel concerto di energia che chiamiamo universo, sono ciò che la nostra scienza ancora non ha raggiunto, e quindi ci fanno sognare, immaginare, viaggiare con il pensiero. Paura e sogno, perdita delle sicurezze che ci da questa angusta stanza e stupore per l’occhiata che possiamo dare fuori di essa.
Le stelle tacciono. Indifferenti, attraversano la nostra vita piena di gioie e dolori, come se nulla fosse, presentandosi sempre allo stesso posto, sempre alla stessa ora, nella stessa stagione. Belle, solitarie, altre e altrove da noi, ci passano sopra. Eppure a volte non riusciamo ad essere così indifferenti verso di loro come loro sembrano esserlo con noi. A volte ci prende o nostalgia per l’altrove, o voglia di un respiro ampio, di aria diversa, la loro appunto. Oppure ancora ci prende un senso di appartenenza, non saprei come definirlo meglio, di compartecipazione ad un tutto grandioso, armonico, orchestrale, dove noi e loro siamo operai dello stesso cantiere, suonatori di una stessa musica, colori di un medesimo dipinto.

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