domenica 10 aprile 2011

La nube di Oort


La nube di Oort nessuno l'ha mai vista. Una nuvola di miliardi di corpi ghiacciati catturati dalla gravità solare chissà quando. Stanno parcheggiati ben oltre l'ultimo pianeta tutt'attorno al sole, non esclusivamente sul piano dell'eclittica. Nessuno l'ha mai vista perchè si tratta di corpi piccoli ad una distanza che può andare da 0,3 a 1,5 anni luce. Secondo una delle ipotesi più convalidate da questa nube provengono le comete di lungo periodo, come la Hale Bopp o la Hyakutake (apparse circa 15 anni fa), mentre quelle a corto periodo, come la Halley, provengono invece dalla più vicina fascia di Kuiper. Nel 1950 l'astronomo olandese Oort ipotizzò l'esistenza di un grande serbatoio di comete perchè molte nel loro viaggio finiscono dentro al sole o più raramente contro qualche pianeta e quindi in qualche modo vi è un luogo in cui ve ne sono tante in equilibrio che rimpiazzano quelle distrutte. Ogni tanto un nucleo cometario viene turbato nel suo equilibrio per il passaggio del sole vicino (si fa per dire) ad altre stelle, o nebulose o per moti mareali della nostra galassia. La teoria sembra confermata dal fatto che le comete di lungo periodo provengono da ogni direzione con orbite che hanno le più disparate inclinazioni, mentre quelle a corto periodo sono sul piano dell'eclittica disegnato dal moto dei pianeti. I corpi situati nella nube sono legati debolmente al sole vista la distanza, con un sottile legame di gravità. Basta poco per turbare la loro posizione, e a volte può succedere che la nube di una stella come il sole entri marginalmente nello spazio della nube di un'altra stella e anche questo ovviamente crea squilibri e scambi di materiale intergalattico che possono spingere verso fuori dalla sfera gravitazionale del sole o verso dentro, provocandone quel moto in accellerazione di cui noi, dalla terra, vediamo solo la parte finale, più veloce e più appariscente, perchè il nucleo si scioglie lasciando la coda man mano che si avvicina al giro di "boa" del sole.

sabato 15 gennaio 2011

RAGGI COSMICI


Oggi il discorso è un pò complesso quindi mettetevi seduti e state lì con la testa. Alla fine vedrete che ne vale la pena.
Nell'universo, oltre a quello che si vede (pianeti, galassie, nebulose...) vi è un intreccio pazzesco di RAGGI COSMICI. Si tratta di radiazioni che provengano da tutto l'universo, ad esempio dall'esplosione, anche lontane nel tempo, di stelle molto massiccie. Per intenderci e non dar nulla per scontato diciamo anche che una radiazione è emissione spontanea di particelle da parte di alcuni materiali e che nel tempo che impieghiamo a leggere questo articolo più di 50.000 raggi cosmici attraversano il nostro corpo. Così, tanto per dire.
Quando, dunque, una simile stella esplode lancia ad una velocità che rasenta quella della luce anche particelle "cariche" non percettibili dall'occhio umano, che bombardano la terra in continuazione. Quando queste particelle si scontrano con l'atmosfera terrestre si generano molecole quali il carbonio 14, presente negli anelli degli alberi, e il berillio 10 che invece si deposita nel ghiaccio. La lettura di questi isotopi ci permette oggi di sapere a quale intensità di tale "bombardamento" sia stata soggetta la terra nel passato. Ma non è tutto. I raggi cosmici, da quel che ho capito, avendo un'infinità di fonti di provenienza (tutto l'universo) sono per lo più costanti, quello che li fa variare è l'influenza su di essi e sulla terra dell'attività solare.
Il campo magnetico del sole è molto vasto e sensibile. Di solito si estende per un raggio di 13 miliardi di km, ma quando l'attività magnetica aumenta, può raggiungere i 16 miliardi di km. La terra in ogni caso c'è dentro in pieno. Il campo magnetico del sole devia le particelle dei raggi cosmici che sono sensibili ad esso in quanto particelle elettricamente cariche, come si diceva. Ora, più il sole è attivo e più i raggi cosmici vengono deviati lasciando meno tracce negli alberi antichie e nel ghiaccio. Si tratta di un processo difficilmente percepibile, ma di cui facciamo uso quotidianamente, basti pensare che i tubi catodici dei televisori tradizionali si basano proprio sull'uso del magnetismo per deviare particelle cariche.
Le particelle di carbonio 14 e berillio 10 ci dicono qualcosa sui bombardamenti passati, ma abbiamo un "lampeggiante ben più alla portata di tutti, anche per le variazioni attuali: si tratta delle macchie solari. Infatti il numero delle macchie solari visibili anche con un modesto telescopio da casa, sul sole, sono indice dell'attività solare, che ha un ciclo di circa 11 anni. Ma sono in stretta relazione anche con il bombardamento di raggi cosmici, infatti quanto maggiore è l'attività solare (presenza diffusa di macchie sul sole) tanto maggiore è l'impatto del campo magnetico del sole con i raggi solari che di conseguenza vengono deviati più o meno a seconda dell'intensità magnetica del sole. E minore, di conseguenza è sulla terra la traccia degli isotopi suddetti provenienti dall'universo. Sinteticamente: molte macchie solari = molta attività magnetica solare = pochi raggi cosmici. E viceversa.
Direte, che ce ne frega di 'sti raggi cosmici?
Ce ne frega, ce ne frega. Perchè questi viaggiatori impazziti minuscoli ed innumerevoli intervengono su tutte le apparecchiature elettriche non protette dall'atmosfera (stazione spaziale, satelliti artificiali) che quindi devono avere una schermatura particolare, perchè ci permettono di studiare la fisica delle particelle, in laboratori come quello del Gran Sasso, e da questi studi può venir fuori di tutto. Infatti tra le particelle secondarie prodotte nelle interazioni dei raggi cosmici con l'atmosfera terrestre o in laboratorio, non ci sono soltanto quelle che compongono la materia ordinaria (elettroni, protoni e neutroni), ma altre di natura allora sconosciuta. Per ora abbiamo scoperto il positrone ed il muone che hanno dimostrato l'esistenza dell'antimateria.
Ce ne frega però anche perchè le variazioni climatiche sulla terra non dipendono dall'intensità magnetica del sole, che con il suo ciclo di 11 anni produce una variazione di luce e calore di trascurabile importanza, ma dai raggi ultravioletti. Il sole non genera solo calore, ma anche radiazioni con lunghezza d'onda che si trovano all'estremità invisibile dello spettro, le quali sono assoggettate alle stesse variazioni periodiche che misuriamo con le macchie solari.
I raggi ultravioletti reagiscono con l'ossigeno formando l'ozono, situato tra i 20 ed i 50 km di altezza dal livello del suolo. Lo strato di ozono, come si sa, circonda e protegge il nostro pianeta. Quando si verifica il picco di massimo solare il livello di ozono aumenta del 3%. Si tratta di un equilibrio delicato. Poco ozono, come troppo, ci potrebbe essere letale.
Dunque un periodo di minimo solare può favorire un arrivo massiccio di raggi cosmici mettendo a prova lo strato di ozono. Maggiore è l'azione dei raggi cosmici e maggiore è la quantità di cloro liberata dalle nubi e pronta a reagire e distruggere l'ozono.
Se a questo si aggiunge una attività terrestre che a sua volta produce gli elementi che distruggono l'ozono, come appunto i clofluorocarburi, la nostra protezione si ritrova seriamente minacciata, e comincia a fare acqua, o dei "buchi", non proprio benefici per la nostra salute. I clurofluorocarburi in particolare erano utilizzati nei frigoriferi e nei condizionatori. Ora da quel che so, non più, ma il buco continua ugualmente ad allargarsi, e qui mi fermo perchè se no il discorso si fa troppo lungo.

giovedì 12 agosto 2010

Un film scritto nel firmamento


Dopo la serata a caccia di stelle cadenti mi è tornata voglia di mitologia.
C'è un intreccio di storie, attaccate lassù in cielo, da far paura.
Allora vediamo di fare un pò di ordine.
Andromeda era una bella principessa etiope che non aveva fatto nulla di male, ma aveva una madre, la regina Cassiopea che era un disastro: chiacchierona, vanitosa, si vantava di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare. (vedi immagine sopra con Cassiopea che si ammira allo specchio, tipo la strega nella storia di Biancaneve). Per la cronaca la costellazione di Cassiopea si vede bassa all'orizzonte verso nord est, è quel gruppetto di stelle che hanno una forma di w doppia, o di emme, (quando tramonta è girata). Se si aspetta un pò quando si alza si vede sotto di lei anche Andromeda, tre/ quattro stelline in fila che rappresentano la ragazza sdraiata. In questa costellazione ovviamente c'è anche la Galassia di Andromeda. Verso Settembre / Ottobre si vedono meglio. Se qualcuno però spera di trovare la forma di una regina o di sua figlia si rassegni: ci vuole una grande fantasia per vederle... comunque di fatto i greci ce le vedevano. Ma torniamo al mito.
Cassiopea con la sua vanità provoca la collera di Poseidone (il dio del mare Nettuno) che manda un orribile mostro marino a devastare le coste dell'Etiopia. Questo mostro è rappresentato dalla costellazione della Balena, anche questa visibile più avanti, in autunno inverno, sotto il Toro e sulla destra di Orione.
A questo punto entra in scena il padre di Andromeda, Cefeo (sopra Cassiopea, in direzione della Stella Polare), che si reca dall'oracolo di Ammone per sapere cosa si può fare per fermare 'sto mostro. La risposta è inequivocabile: bisogna sacrificare la figlia al mostro. Direte: ma che colpa ne ha la figlia se sto casino l'ha provocato la madre? Non lo so, me lo son chiesto anch'io, ma la storia è così.
E' così che Andromeda viene incatenata ad uno scoglio perchè il mostro se la prenda, ma colpo di scena, prima del mostro la trova Perseo che ne rimane folgorato per la sua bellezza. Perseo è sul fianco sinistro della w doppia di Cassiopea. Tra le due costellazioni, per la cronaca, c'è uno dei miei oggetti celesti preferiti, il cosiddetto doppio ammasso, ma cerchiamo di non perdere il filo.
Allora Perseo va dai genitori di Andromeda, e propone di battersi contro il mostro marino se in cambio gli lasciano Andromeda in sposa. Il bello di tutta sta storia è che Andromeda viene sballottata a destra e sinistra come un pacco e nessuno le chiede mai cosa ne pensa lei, ma andiamo pure avanti.
Si accende dunque la furiosa battaglia tra il mostro e il Perseo, che vince. A malincuore i genitori di Andromeda mantengono la promessa e Andromeda diventa sua sposa. (nel quadro in basso vedi Perseo che libera Andromeda dallo scoglio). Poi la storia va avanti, Cassiopea cerca di rimangiarsi la promessa e riprendersi la figlia ma Andromeda non disdegna la compagnia del suo salvatore e insieme se ne vanno in Grecia dove regnarono felici e contenti sfornando non meno di 13 figli!
Mi è rimasto fuori Pegaso, il cavallo alato di Perseo, che in cielo c'è, è un grande quadrato sulla destra di Andromeda, ma sembra non sia stato affatto il cavallo di Perseo come spesso si dice, essendo secondo Ovidio, Perseo stesso alato ai sandali. Comunque si vede che in cielo c'era posto anche per lui e ce l'hanno messo.
Tutta questa storia mi fa pensare che quando non c'era la tv e i lampioni notturni, si lavorava un pò più di fantasia e si proiettavano in cielo storie che si portavano nel cuore. E questo è bello, mi manca.

mercoledì 11 agosto 2010

Ottimo bottino, Nonno Billy

Ieri sera poche stelle cadenti a Villagrande (Monte Copiolo), ma scorpacciata di oggetti celesti. Io e il Nonno Billy abbiamo beccato M4, M6, M7, M8, M13, M16, M20, M22, M24, M27, M31, M51, M57, M81, M82 + Doppio ammasso di Perseo, Albireo e la doppia Alcor-Mizar. Belle anche la costellazione del Delfino, invisibile a Rimini, e soprattutto la via lattea.
Magari sono tutte sigle che non vi dicono niente o magari le conoscete e sapete che non ci vuole gran chè per metterle a fuoco. Per me è stato ancora una volta come la prima volta, semplicemente fantastico. Gli oggetti Messier sono elencati con una piccola icona a fianco alla pagina http://astrolink.mclink.it/messier/data2.html che consiglio di visitare.
Il cielo non era perfetto, c'era parecchia umidità, (gli strumenti dopo un'ora erano bagnati) ma è stato ugualmente emozionante.

domenica 1 agosto 2010

Lacrime di san Lorenzo


Immaginate di camminare lungo un sentiero di montagna. Ad un certo punto vi trovate nei pressi di un incrocio con un altro sentiero e mentre decidete di attraversare ecco che una moto da cross vi attraversa davanti a tutta velocità, sollevando un gran polverone e suscitando in voi qualche moccolo e augurio che finisca contro un albero.
Ecco con le lacrime di san Lorenzo succede un pò la stessa cosa. C'è un bolide che attraversa il percorso della terra attorno al sole, è la cometa Swift Tuttle. Non solleva propriamente sassolini dal sentiero, ma diciamo che perde pezzi per strada. Tanti, piccoli, e poco gliene importa... ne ha una bella scorta. La terra evita lo scontro, ma girando attorno alla terra passa di lì una volta all'anno, puntualmente, sempre nello stesso periodo, che per comodità chiamiamo 10 agosto (anche se in realtà il punto dell'impatto è vasto e la terra lo attraversa in diversi giorni).
Questi sassolini persi dalla cometa se ne galleggiano placidi per tutto il percorso della cometa, compresi quelli fermi nel punto dove ogni anno passa la terra. E quando lei passa, eccoli che come frecce di fuoco sembrano graffiare il cielo. In realtà siamo noi che andiamo verso di loro. E quando avviene lo scontro con la nostra atmosfera, a 59 km al secondo, l'impatto è tale che si sbriciolano, tant'è vero che a terra non cade quasi nulla.
Questo "sciame" di "stelle cadenti" che ovviamente non sono nè stelle, nè cadenti, non è l'unico a colpire la terra, ma è di certo il più popolare e vistoso, anche perchè avviene in piena estate. Le Leonidi dippersè sarebbero altrettanto appariscenti, ma hanno il picco di visibilità il 16 novembre, quando oltre al freddo ci sono le nuvole che tolgono poesia all'evento. Queste di agosto si chiamano Perseadi, perchè il punto "radiale" nel quale si ricongiungono tutte le scie delle meteore è molto vicino alla costellazione di Perseo. Un pò come il centro di una ruota da bici, dove tutte le razze si incontrano.
Bene, fine della lezione. Non resta che guardarle.

sabato 8 maggio 2010

L'eclittica


Si chiama così il piano che descrive l'orbita della terra ruotando attorno al sole (moto di rivoluzione). Siccome nello spazio non c'è sopra o sotto, destra o sinistra, si è presa la Terra con i suoi movimenti come punto di riferimento.
Gli altri pianeti del sistema solare hanno un orbita - come la terra – più o meno sul suo stesso piano (grado più, grado meno). I due corpi che più si scostano da tale piano con una inclinazione nettamente diversa sono il primo, Mercurio (7°), e l'ultimo, Plutone (17°), che però recentemente è stato escluso dalla categoria pianeti. La rotazione del sole è la forza che insieme alla gravità porta tutti i corpi che gli ruotano attorno ad organizzarsi sullo stesso piano.
L'eclittica è inclinata rispetto all'asse di rotazione terrestre sul proprio asse (da polo a polo). E' per questo che dal nostro punto di vista l'eclittica ci appare inclinata ed è questa inclinazione (23° circa) che favorisce il fenomeno per cui le stelle, come anche il sole e la luna sorgono e tramontano, anziché ruotarci attorno restando sempre ad una altezza fissa (perpendicolari sulla testa all'equatore, e ferme sulla linea dell'orizzonte ai poli).
Che casino, mi gira la testa... un po' obliqua!

domenica 2 maggio 2010

V = S/T


Einstein ci ha insegnato una cosa davvero interessante. La velocità della luce è la stessa per tutti, a qualunque velocità si vada.
Se da fermo accendo una pila la luce viaggerà a 300 mila km al secondo. Ma se sono su una ipotetica astronave che non esiste, che va ai 100 mila km al secondo, e accendo la solita pila nella direzione in cui vado, che succede alla luce? 100 mila + 300 mila? No. 300 mila è una barriera imposta dalla natura, insuperabile. Allora che succede? Succede che per chi sta nell'astronave sarà tutto regolare: la luce proiettata contro la parete anteriore viaggerà ai soliti 300 mila km al secondo, ma per chi guarda il fenomeno da fuori, diciamo da un punto “fermo” sarà la somma delle due velocità, quella dell'astronave e quella della luce della pila, ad andare ai 300 mila km al secondo. Come è possibile? E' possibile “rallentando” la luce all'interno dell'astronave. Ed effettivamente è questo che succede. Non potendo aumentare la velocità del raggio di luce, tutto ciò che si trova all'interno dell'astronave risulterà rallentato ad un osservatore esterno. Più veloce andrà l'astronave e più lenti appariranno i movimenti che avvengono al suo interno.

Il mio amico Giuseppe aveva dei problemi e diceva "se il tempo è zero, quanto vuoi che sia la velocità?" E poi, piangendo "V=S/T"
Più o meno è la stessa cosa che aveva scoperto Einstein.

sabato 1 maggio 2010

Piovono sassi


Li chiamano "NEO" e sono gli oggetti vaganti pericolosamente vicino alla terra. Sono sassi di varie dimensioni che talvolta ci cadono addosso, e quindi vale la pena tenerli d'occhio al fine di evitare sgradite sorprese.
La loro quantità è inversamente proporzionale alle dimensioni:
oggetti di circa
10 metri di diametro sono più o meno 150 milioni
100 metri di diametro scendono a 320.000
500 metri, meno di 10.000
1 km, 2.000 sassi
2 km, 400 sassi
10 km, 10 “sassoni”, anzi diciamo pure “montagne”, o pianetini.
Ai margini di questa scala ce ne sono anche di più grossi e di minuscoli.
Quelli sopra i 10 km capitano raramente, ogni parecchi milioni di anni (e dovremmo anche vederli con un certo anticipo, oggi come oggi) e sono quelli che provocano cambiamenti climatici su tutta la terra per le polveri che alzano nell'atmosfera all'impatto con il suolo. Oggetti nell'ordine di un metro di diametro cadono anche più di una volta all'anno. Ma niente paura: gli asteroidi sotto i 10 metri si sbriciolano nell'impatto con l'atmosfera terrestre, che è un buon scudo fino a queste dimensioni. Per passare l'atmosfera poi bisogna anche valutare la consistenza dell'asteroide, se è composto da metalli è più duro e attraversa meglio l'atmosfera, altrimenti si sbriciola e si riduce più facilmente. L'asteroide che causò il Meteor Crater in Arizona (foto) era largo una trentina di metri (il cratere però è di 1.200 metri).